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We are his for ever and for ever. We cannot draw back, and blessed be his name, his grace will not suffer us to do so. The path of the just is as the shining light, that shineth more and more unto the perfect day.”. Non c TMe TM scampo dalla furia di Giuseppe. Compagni di giochi da piccini, poi l TMescalation della violenza. Prima le pallonate, la faccia imbrattata di fango, le botte, poi la testa dentro la fontana fino a perdere i sensi.

Sono molti, infatti, i miti intorno a certi cibi che, se assunti in giuste quantità, risulterebbero innocui. Parliamo dei cosiddetti “nemici della linea”, quelli che cerchiamo di eliminare nella corsa al peso forma e che prontamente perdoniamo al primo stress o alla prima delusione. Il problema più grande è che questi alimenti non sarebbero responsabili di un ago della bilancia birichino, almeno finché siamo in grado di gestirli e mixarli con intelligenza..

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Un libro che racconta due storie straordinarie: l’odissea della Hustvedt dentro di sé, e verso il punto in cui cervello e mente, neurologia e psichiatria si incontrano nel regno della neuropsicanalisi. Non vi è vita senza morte, sebbene la nostra mente si alleni quotidianamente ad allontanare questo pensiero. La morte, per alcuni, può assumere i connotati di una liberazione, di un sollievo, una scelta o di una lenta attesa, per altri equivale invece ad un ingiusto furto, un’offesa, o una tremenda assurdità.Ognuno di noi nel corso della vita ha dovuto, o dovrà, confrontarsi con questa realtà in diverse e spesso inattese circostanze.In ogni caso, in maniera graduale o repentinamente, perdere coloro che amiamo implica un’esperienza di distacco a cui la nostra società attuale non sempre è prepara: morire non è più un fatto naturale, ma un affronto alla nostra idea di onnipotenza e di controllo sulla vita.L’idea moderna della morte è infatti affiancata da una rappresentazione mentale secondo cui il corpo, simile ad una macchina grazie anche alle recenti scoperte mediche, potrebbe essere riparato infinite volte.

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