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Patrick Henry Pearse (Pdraic Mac Piarais or Pdraig Pearse) wrote a short poem in Gaelic, about afflicted Ireland, it was 1912 and the Easter Uprising was to came. It be Pearse who read the proclamation of the Irish Republic on the steps of the Post Office occupied by the rebels. His death along with that of his companions on that Easter of Blood of 1916 will be the prelude to the Irish War of Independence (1919 1921).

L (in vita) all Mondo celtico è un onoreriservato a poeti, eroi semi divini e pochi privilegiati visitatori (a volte rapiti dalle fate per la loro bellezza), Yeats spera di potersi nutrire delle mele di Avalon e di ottenere il dono dell (poetica).Il primo a mettere in musica la poesia sembra essere stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio to the Psaltery in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie.ASCOLTA Burt Ives con il titolo The Wandering of Old Angus Ives: Songs of Ireland Decca DL 8444 (ca. 1954) in cui nelle note di copertina si accredita la melodia a YeatsASCOLTA Judy Collins con il titolo Apples of the Sun Golden Apples of the Sun 1962. La stessa Collins dice in merito: from the singing of Will Holt, this stunning song is a musical setting of a W.

Diddy e Sean Paul. Il tutto nel “tempio” della musica partenopeo. La disco multifunzionale in grado di regalare eventi unici come questo, dj set, esibizioni live e serate sperimentali oltre all’ormai famosissima nata in partnership con Erasmus che richiama centinaia di giovani da tutta Napoli e la provincia.

In 1837, after nineteen months at sea, she returned from the Indian Ocean with a fair cargo. Her second voyage from 1837 to 1839 was more successful, but because of company obligations, its profits, like those ofthe first, were insignificant. Out again in July, 1839, the vessel returned full almost two years later.

Cosa unisce eventi e personaggi di epoche diverse che combattono contro le convenzioni sociali per l di un ideale pi alto di verit e giustizia, per il dominio dell sulla morte, per la generosa eredit di una sublime astrazione artistica come una melodia onnisciente sul destino dell E la domanda cui provano a rispondere i fratelli Wachowski (con la collaborazione di Tom Tykwer) orchestrando arditamente il sestetto di una sinfonia di destini: un giovane avvocato inglese dagli ideali libertari nel viaggio di ritorno dalle Indie Occidentali su di un brigantino di memoria darwiniana; le vicende di un giovane e talentuoso compositore omosessuale nell puritana e classista degli anni una giovane giornalista di colore che prova a sventare una cinica macchinazione stragista nell della crisi energetica degli anni le peripezie di un vegliardo editore dei nostri giorni alle prese con gli spietati secondini di un ospizio per anziani; lo spirito di ribellione che anima la giovane di una postmoderna societ dei consumi rigidamente suddivisa in classi di purezza genetica; il difficile percorso verso la conoscenza e l di un inquieto pastore di una Terra post apocalittica dove convivono le primitive vestigia di una civilt regredita all del ferro e le navi a propulsione atomica di una misteriosa comunit di sopravvissuti all nucleare.Opera complicata (ma non complessa) e magniloquente quella degli autori di Matrix, una strana miscellanea di generi diversi (il dramma avventuroso, il dramma sentimentale,il thriller politico, la commedia sociale, la fantascienza filosofica, il fantasy post apocalittico) che ambisce a raggiungere il difficile sincretismo del saggio filosofico attraverso la costruzione di un complesso puzzle di quadri narrativi distinti e autonomi ricomposti nella cornice di una narrazione unitaria attraverso le mirabolanti acrobazie del montaggio e la suggestione di temi e sentimenti comuni che sembrano attraversare le storie come il filo conduttore di una sinfonia sublime e definitiva, nella bizzarra e ironica casualit di un mondo di destini conseguenti: una provvidenziale metempsicosi di spiriti liberi che rivendicano e perpetuano l dell sulla morte contro la grettezza e la stupidit delle retrograde civilt di ogni tempo. Ne riesce un filmone decisamente prolisso (quasi 3 ore) ma tuttaltro che noioso, dove alla spettacolare visionariet figurativa (fatta di effetti speciali ma anche di una notevole perizia scenografica) si alterna l della ricostruzione d la perfetta conoscenza dei meccanismi di genere, la camaleontica versatilit degli interpreti (utilizzati in ruoli diversi nelle diverse storie meta temporali) e soprattutto il tentativo (non perfettamente riuscito) di agganciare questa epica dei sentimenti all simbolismo di una civilt umana dove emerge, quasi invisibile, il segno riconoscibile di una provvidenziale predestinazione (il simbolo messianico della stella cometa). Non ostante i limiti di una struttura narrativa cos articolata e dispersiva ed la necessaria monotonia del registro che sembra appiattire le vicende in una sorta di temporalit sospesa e onnisciente (escamotage che banalizza il raccordo delle diverse narranti un film di cui si apprezzano il coraggio di una costruzione ambiziosa e insolita (in totale disprezzo del ridicolo cui va incontro), l di un cinema d dinamico e avvincente, rari momenti di vibrante e misurata elegia e la sottile ironia di alcune scelte espressive (lo strano favellare di Hanks ci ricorda con una certa nostalgia l medievale e maccheronico ideato da Monicelli nel suo Brancaleone da Norcia).

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